Coleottero giapponese in Ticino: riconoscerlo, cosa fare e proteggere il giardino
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Da qualche estate il coleottero giapponese (Popillia japonica) è entrato di prepotenza nelle cronache ticinesi, e non a torto: è uno degli insetti più voraci e invasivi arrivati di recente in Svizzera. Lavorando ogni giorno su prati e giardini tra il Sottoceneri e il Locarnese, ci capita sempre più spesso che i clienti ci chiedano come riconoscerlo, se devono preoccuparsi per il loro prato e cosa prevede la legge. In questa guida raccogliamo in modo semplice le informazioni ufficiali del Servizio fitosanitario cantonale e quello che osserviamo sul campo. Resta inteso che, per le misure in vigore e per le segnalazioni, il riferimento ufficiale è sempre il Servizio fitosanitario.
Che cos'è il coleottero giapponese (Popillia japonica)?
Il coleottero giapponese è un insetto originario del Giappone che in Europa si è diffuso rapidamente negli ultimi decenni. In Svizzera è stato individuato per la prima volta nel 2017 nel Mendrisiotto, all'estremo sud del Ticino, e da allora si è progressivamente esteso verso nord; nel 2020 è stato dichiarato il primo focolaio e negli anni successivi sono comparsi nuovi focolai anche a nord delle Alpi, in Cantoni come Basilea, Zurigo e Vallese.
Si tratta di un organismo da quarantena prioritario: la sua presenza va obbligatoriamente notificata alle autorità e la lotta è regolata a livello federale dalla "Decisione generale per impedire la diffusione di Popillia japonica" dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), che coinvolge i Cantoni di Ticino, Vallese e Grigioni. Il motivo di tanta attenzione è semplice: l'insetto è estremamente vorace e si nutre di oltre 400 specie vegetali, rappresentando una minaccia seria per l'agricoltura, il verde ornamentale e l'ambiente.
Come si riconosce il coleottero giapponese?
L'adulto è lungo circa 8-12 mm, poco più piccolo di una moneta da cinque centesimi. Ha testa e torace di un verde metallico brillante ed elitre (le ali indurite sulla schiena) di colore bronzo-rame. Il dettaglio che permette di distinguerlo con sicurezza da insetti simili, come il comune maggiolino, sono i ciuffi di peli bianchi: cinque piccoli ciuffi per ogni lato dell'addome e due ciuffi più grandi nella parte posteriore. Gli adulti sono attivi e ben visibili soprattutto da giugno a settembre.
- Lunghezza di circa 8-12 mm, come una moneta da 5 centesimi
- Testa e torace verde metallico, elitre color bronzo-rame
- Cinque ciuffi di peli bianchi per ogni lato dell'addome
- Due ciuffi bianchi più grandi nella parte posteriore
- Adulti attivi e visibili da giugno a settembre
La larva, invece, vive nel terreno. È un piccolo bruco biancastro ripiegato a forma di "C", con la testa arancione e tre paia di zampe, e può misurare da pochi millimetri fino a circa 3 cm. Si sviluppa nel suolo da settembre a giugno nutrendosi di radici. Attenzione però: la larva è molto simile a quella del maggiolino e di altri coleotteri, e una identificazione certa è possibile solo in laboratorio, con l'aiuto di un binoculare. Se trovate larve sospette scavando in giardino, il consiglio è di non distruggerle tutte ma di conservarne alcune per il riconoscimento, come spieghiamo più avanti.
Quali danni provoca a prato e giardino?
I danni arrivano da due fronti. Sottoterra le larve divorano le radici dei tappeti erbosi: il prato ingiallisce a chiazze, perde vigore e nei casi peggiori si solleva a zolle perché non è più ancorato al terreno. Sono sintomi che si possono facilmente confondere con la siccità o con altri problemi del prato, ma che hanno una causa ben precisa.
In superficie gli adulti rosicchiano foglie, fiori e frutti di moltissime piante, riducendo spesso le foglie a un fine merletto (scheletrizzazione). Tra le piante più colpite ci sono la vite, le rose, gli alberi da frutto (ciliegio, pero, pesco, susino), i piccoli frutti come lampone e mirtillo, ma anche tigli, aceri e numerose ornamentali da giardino. In un giardino curato i danni possono diventare evidenti nel giro di pochi giorni durante il picco estivo.
Dove si trova in Ticino? Le zone aggiornate
Per contenere l'insetto, il territorio è suddiviso in zone. Secondo la delimitazione aggiornata dal Servizio fitosanitario nella primavera 2026, in Ticino si distinguono una zona infestata (la più colpita) e una zona cuscinetto; di fatto il Cantone non è più considerato "zona indenne". La zona infestata comprende il Sottoceneri e buona parte del Sopraceneri, mentre la zona cuscinetto interessa soprattutto il nord del Cantone.
Questo significa che gran parte dei comuni dove lavoriamo, dal Mendrisiotto (Chiasso, Mendrisio, Novazzano) al Luganese fino al Locarnese, rientra nelle zone soggette a misure. La mappa esatta, comune per comune, viene aggiornata periodicamente: per sapere in quale zona si trova il vostro giardino conviene sempre consultare la cartina ufficiale sul sito del Cantone, che trovate tra le fonti in fondo all'articolo.
Per seguire la diffusione dell'insetto, il Servizio fitosanitario posa sul territorio numerose trappole di monitoraggio come quella nella foto qui sopra: barattoli con un'esca che attira gli adulti, contrassegnati dalla scritta "Monitoraggio in corso". Nel 2026 le trappole installate in Svizzera sono passate da alcune centinaia a diverse migliaia, segno di quanto la sorveglianza si sia intensificata. Se ne incontrate una in un parco o lungo una strada, non va toccata né spostata: serve agli esperti per stimare la presenza del parassita.
Quali regole bisogna rispettare in giardino e in cantiere?
Le zone non sono solo un'informazione: comportano obblighi concreti, pensati per non spostare l'insetto (soprattutto le larve nel terreno) da un'area all'altra. Come ditta attiva ogni giorno sul territorio, sono regole che applichiamo direttamente nei nostri interventi. In sintesi, nelle zone soggette a misure:
- Terra di scavo: è vietato trasportare i primi 30 cm di suolo escavato fuori dalla zona infestata, o dalla zona cuscinetto verso quella indenne; dal 1° ottobre al 31 maggio sono possibili deroghe, da richiedere al Servizio fitosanitario previa analisi del suolo.
- Sfalci e materiale vegetale: dal 1° giugno al 30 settembre non possono essere trasportati fuori zona, a meno che siano triturati a una dimensione massima di 5 cm o trattati, e il trasporto va comunque effettuato coperto con un telo a maglie fini (massimo 5 mm).
- Piante con radici in terra, compreso il tappeto erboso precoltivato: la movimentazione è vietata, salvo per le aziende che adottano le misure di sicurezza previste.
- Veicoli e attrezzi usati per lavorare il suolo vanno ripuliti da terra e residui vegetali prima di lasciare la zona infestata.
- Le aziende del verde, dal 1° giugno al 30 settembre, devono sorvegliare le aree di lavoro anche nel raggio di 50 m e segnalare ogni avvistamento.
Affidarsi a professionisti che conoscono e rispettano queste norme evita errori che, oltre al rischio per il giardino, possono contribuire a diffondere il parassita.
Cosa fare se trovo un coleottero giapponese?
Se siete ragionevolmente sicuri di aver trovato un coleottero giapponese adulto, il Servizio fitosanitario raccomanda di agire così:
- catturare l'insetto senza lasciarlo fuggire;
- ucciderlo, ad esempio mettendolo nel congelatore, e conservarlo in un contenitore chiuso;
- scattare una o più fotografie nitide;
- segnalare il ritrovamento al Servizio fitosanitario cantonale tramite l'apposito modulo online.
In caso di larve sospette nel terreno, conservatene alcune in un barattolo chiuso: serviranno per l'identificazione, dato che a occhio nudo è facile confonderle con altri coleotteri. Il punto di riferimento per segnalazioni e informazioni è il Servizio fitosanitario cantonale (sito ti.ch/coleottero-giapponese, telefono 091 814 35 85). La collaborazione di chi ha un giardino o un orto è fondamentale per individuare presto i nuovi focolai.
Come possiamo aiutarti a proteggere il giardino?
Non esiste un rimedio "fai da te" miracoloso contro il coleottero giapponese, ma un giardino seguito con regolarità è molto più facile da tenere sotto controllo. Un prato sano rende più evidenti le chiazze sospette di danno da larve; una manutenzione attenta permette di notare per tempo le foglie scheletrizzate sulle piante ornamentali; e una corretta gestione di sfalci e residui, nel rispetto delle regole sulle zone, riduce il rischio di spostare l'insetto.
Nikola Giardini e Figli SAGL esegue manutenzione del verde, cura del prato e interventi di giardinaggio in tutto il Canton Ticino, dal Mendrisiotto al Luganese fino al Locarnese e alla regione del Lago Maggiore. Possiamo aiutarti a tenere sotto controllo il tuo giardino, a gestire correttamente terra e sfalci secondo le disposizioni in vigore e a intervenire al bisogno. Per un sopralluogo o un preventivo, contattaci.